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Vipere di giada, dai capelli rosso fuoco, cercano la luce perchè annaspano nel buio... avide di sangue proliferano nel fango, si alimentano di melma travolgendo le anime sedotte con le loro armi avvelenate, infette, primitive...
La metafora è molto semplice:
Cosi come è possibile camminare serenamente nel fango indossando un paio di stivali... è altrettanto semplice vivere e convivere anche con le serpi, le vipere e gli sciacalli... è sufficiente avere le calzature, gli abiti adatti...
Sono esseri inferiori, infantili, involuti, che non sanno adattarsi agli schemi genetici tradizionali, cercano scorciatoie, scappatelle, sotterfugi e, mancando completamente di energia autonoma, si affossano alla pelle altrui per attingere alimento.
Nella pioggia, tra le gocce riversate nelle pozzanghere sul terreno, si annidano e si fecondano, questo non è un germe da coltivare ma un'erba tossica da eradicare
Non cedere al veleno, abituati a combattere, reagire, devi consolidare la tua struttura portante, il tuo essere interiore, fortificalo, forgialo, allenati a rigettarle nella loro palude... lasciati andare, lascia che il mondo intorno a te si trasformi in una grande giostra dove tutto può essere, divenire, accadere, girare, fai girare... gira il mondo...
"Torna sui tuoi passi"
Sono loro, ti vogliono risucchiare...
Andrai avanti, passo dopo passo, cammina, camminerai, significa affrontare le cose, entrare nelle cose, vederle, non ignorarle...
Loro seppelliscono tutto nella propria sabbia spirituale, tu alzati, rialzati, non aver timore di bagnarti, sporcarti... entra nella palude, attraversala... ecco, orme, tracciati, impronte, seguilo, seguile, seguili...
E' un percorso, è il vero, l'unico percorso possibile, quello che loro chiamano:
"Percorso di crescita"
Solamente che loro, infantili senza scampo, si aggrappano a te che hai il coraggio di passare, attraversare le terre, entrare nelle viscere per giungere al cuore...
Loro, superficiali, falsi, parassiti... rimangono lì e la loro unica possibilità, l'unica speranza di crescere è legata a te, sperano di farsi trainare, trasportare, attraversare sulle tue spalle le terre che loro non conoscono, timorose iene senza spirito, senza orgoglio...
Ma tu troverai segnali, di luce, di amore, indicazioni chiare che la pista non è smarrita, non sei solo, altri ti aspettano per giungere ai varchi di luce...
Segni, segnali, seguili...
Sono le foglie secche, quelle che dovevano cadere, staccarsi dai rami per giungere al suolo, è la loro ultima, dolce missione... guidarti, divenire traccia, essere segnale di vita...
Sono lacrime dal cielo che giungono a dissetare, purificare, alimenteranno le grandi sorgenti della neve che scenderanno cristalline a trasportare il fango altrove, saranno acqua nuova, freschezza vergine di un cielo che sorride al tuo cuore anche quando piove giorno e notte...
I tuoi occhi potranno vedere il fondo del cammino, i segnali di fine percorso.. sentirai le loro squame sciabordare nelle trame di un tombino, saranno fogna nelle fogne, cloaca nelle cloache e tutto sarà finalmente circoscritto...
Le tracce si consolideranno e diventeranno parte del ciclo biologico di sedimentazione, fossili per i viandanti del futuro che troveranno le tue orme e seguiranno la tua luce...
Lascia che i codardi rimangano lì... a serpeggiare nella melma, lasciali e vai... tu sei eletto...
Tu
BUON CAMMINO |

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